Bologna

Raccontare la matematica, con Odifreddi, Toffalori e Bottazzini il 27 febbraio a Bologna.

Domani 27 febbraio alle 17.30, alla biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna (sala Stabat Mater), gli autori Carlo Toffalori e Umberto Bottazzini, insieme a Piergiorgio Odifreddi, presenteranno i loro volumi “Numeri” e “Algoritmi”, in occasione della loro pubblicazione. Qui sotto trovate un breve riassunto sul contenuto dei libri e sui loro autori. Per informazioni sull’evento visitare il sito internet delle biblioteche di Bologna.

UMBERTO BOTTAZZINI Numeri (II Mulino, 2015)

Uno, due, tre, … conosciamo a memoria la successione dei numeri. Ma cosa sono? E da dove vengono? Sono forse un dono del buon Dio, per citare la battuta di un grande matematico? O sono invece una creazione umana a partire da una proprietà innata che condividiamo con altre specie animali? I numeri sono protagonisti di una grande avventura che ha inizio migliaia di anni fa nella civiltà babilonese, in quella egizia, in Cina, e poi nella cultura inca e maya. Numeri che esprimono rapporti indicibili per i seguaci di Pitagora. Simboli per il nulla e cifre arcane che dalle regioni dell’India vedica si diffondono in Occidente e nel resto del mondo. Astratti interpreti di una storia al tempo stesso sacra e profana, dove la perfezione della Creazione si coniuga con i libri mastri dei mercanti medioevali, e i loro numeri «falsi» con i numeri reali e immaginari creati dalla fantasia dei matematici.
Umberto Bottazzini è professore ordinario di Storia della matematica nell’Università di Milano. Tra i suoi libri: «La serva padrona. Fascino e potere della matematica» (con E. Boncinelli, Cortina, 2000), «La patria ci vuole eroi» (con P. Nastasi, Zanichelli, 2013). Nel 2006 ha vinto il premio Pitagora per la divulgazione matematica. È fellow dell’American Mathematical Society, che nel 2015 gli ha attribuito il Whiteman Memorial Prize per i suoi lavori di storia della matematica. Collabora con il «Sole 24 ore».

CARLO TOFFALORI Algoritmi (Il Mulino, 2015)

Un approccio algoritmico alla vita aiuta a sopravvivere nelle isole deserte, favorisce i rapporti con le suocere e assicura molti altri vantaggi. Algoritmo è una strana parola. Un poeta che le dedicasse un sonetto si troverebbe a combinarla nei suoi versi con ritmo, bioritmo, monoritmo o logaritmo. Ma gli algoritmi si usano al computer e tanto basta ad accreditarli. Il termine equivale a procedura o programma, e indica una serie di istruzioni per trovare soluzione a un dato problema. Gli algoritmi ci accompagnano sin dagli albori della civiltà, assistendoci nelle questioni piccole e grandi dell’esistenza e confermandosi utilissimi nell’era digitale. Possono fallire, ma persino le loro goffaggini riescono provvidenziali e contribuiscono sorprendentemente al nostro benessere. Carlo Toffalori è professore ordinario di Logica matematica nell’Università di Camerino. È presidente dell’Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni. Tra i suoi libri «Matematica, miracoli e paradossi» (con S. Leonesi, Bruno Mondadori, 2007), «Il matematico in giallo» (Guanda, 2008), «L’aritmetica di Cupido» (Guanda, 2011), «Numeri in giallo» (Mimesis, 2012) e «L’arte di uccidere i draghi: le vie matematiche della morale» (I libri del Pristem, 2013).

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