Bologna

Un seminario sul concetto di “normalità” apre il nuovo ciclo di seminari DeMorbo a Bologna

Giovedì 22 ottobre 2015, alle ore 15, presso l’Università di Bologna (Via Zamboni 38, Aula I), Peter Cryle terrà una conferenza su: Il “normale” nell’antropologia criminale di Cesare Lombroso. Qui sotto i dettagli del programma e la descrizione dell’evento.

Sarà Peter Cryle, uno dei maggiori esperti internazionali di letteratura francese moderna e storia della sessualità, ad inaugurare il 22 ottobre 2015 il nuovo ciclo di seminari DeMorbo per l’Anno Accademico 2015-2016. L’intervento sarà incentrato su Lombroso ed il concetto di “normalità” nell’antropologia criminale lombrosiana. Il campo d’indagine di Cryle, attualmente Professore Emerito presso l’Institute for Advanced Studies in the Humanities dell’University of Queensland (Australia), include le rappresentazioni psico-sessuali patologiche nella letteratura popolare e “middle-brow” nella Francia della fine ‘800, e la letteratura libertina del Secolo dei Lumi.
Il Seminario è organizzato in collaborazione con l’Insegnamento di Storia della Psicologia (Prof.sa Valeria Babini) e si terrà in Aula I, via Zamboni 38, dalle ore 15 alle 17.
“Per chi è interessato a ricostruire e narrare momenti decisivi della storia intellettuale, il convegno internazionale di Antropologia criminale, che si tenne a Parigi nel 1889, si presenta a prima vista come un esempio classico di confronto e insieme di non-incontro. A quel convegno Cesare Lombroso occupava un posto d’onore. Spettò infatti a lui parlare per primo aprendo i lavori con una conferenza sullo stato presente dell’antropologia criminale. Tuttavia, a partire dalla sessione seguente, Lombroso si trovò all’improvviso sulla difensiva. La sua concezione del criminale nato fu oggetto di una severa critica formulata dall’antropologo francese Léonce Manouvrier secondo cui i caratteri identificati da Lombroso come tipici del criminale nato non erano significativi da un punto di vista scientifico. Lo scambio tra Manouvrier e Lombroso non poteva essere un dibattito scientifico in senso stretto perché mancava un vero accordo sulla questione, ma l’analisi storica di questo non-incontro permette di segnalare orientamenti decisivi nell’antropologia criminale di fine Ottocento”.

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