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“Sottodeterminazione empirica in filosofia della mente”. Il 15/02 a Idee in Bozza

Il 15 febbraio si terrà a Parmail prossimo appuntamento di “IDEE IN BOZZA“.

 Daniele Garancini (Università degli Studi di Lugano) terrà un seminario dal titolo“Sottodeterminazione empirica in filosofia della mente”. 

Il seminario si svolgerà dalle ore 12:30 alle 14:30 in Aula A1 (via d’Azeglio 85).

Qui sotto l’abstract:

In filosofia della mente diversi autori sostengono posizioni in contraddizione fra di loro con l’obbiettivo comune di dare una spiegazione a dei fenomeni empirici come la coscienza e la causazione mentale. Per esempio Chalmers in The Conscious Mind (1996) argomentava per il dualismo corpo-mente, fra le altre cose, perché è possibile immaginare corpi privi di stati mentali. Su tale argomento scriveva anche Kirk in The inconceivability of zombies (2008) argomentando invece a favore di una teoria per la identità corpo-mente. Quest’ultima teoria ha recentemente avuto poca fortuna nelle aule di filosofia e molti autori sottoscrivono oggi un fisicalismo non-riduttivo in cui proprietà mentali dipendono fortemente da proprietà fisiche (e.g.  Stephen Yablo, Mental causation 1992).
Nel mio articolo prendo in considerazione tutte le principali posizioni filosofiche sul problema corpo-mente analizzandole dal punto di vista delle ipotesi di lavoro e delle scoperte della connettomica (si veda  Sebastian Seung, Connectome: How the Brain’s Wiring Makes Us Who We Are, Houghton Mifflin Harcourt 2012,  per una introduzione). Concludo che, abbastanza sorprendentemente, tutte le teorie filosofiche esistenti sono in grado di rendere conto dei fenomeni empirici descritti dai neuroscienziati e persino delle loro ipotesi di lavoro. Pertanto tali teorie sono empiricamente sottodeterminate. Malgrado si contraddicano a vicenda riescono tutte a spiegare gli stessi fenomeni empirici. Nella ultima sezione argomento che tale sottodeterminazione empirica suggerisca fortemente che diverse teorie in filosofia della mente non siano altro che diversi modi per descrivere gli stessi fenomeni. Ciò implicherebbe che non ci sia modo di decidere quale di esse sia corretta e che il disaccordo fra i filosofi sia meramente verbale. Ovviamente non pretendo che la mia analisi sia conclusiva. Ci potrebbero essere altre ragioni non empiriche per scegliere una teoria piuttosto che un’altra.

garancini

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